martedì 10 aprile 2012

Laboratorio sulle emozioni

I bambini sono stati invitati a frequentare un laboratorio gratuito sulle emozioni. Tre appuntamenti. Ho immediatamente dato la nostra adesione, credo proprio fosse necessario fermarsi un poco e imparare ad ascoltarsi. Al termine era previsto anche un appuntamento per i genitori ma ho avuto l'impressione che sia stato annullato per mancanza di adesioni. D'altra parte ci sono state così poche adesioni anche per i bambini.
Non capisco perchè non si riescano ad apprezzare proposte come queste (emozioni, letture, laboratori di teatro...). Forse possono sembrare noiose? troppo di testa e poco di movimento? non adatte ai bambini?. Non trovo la risposta giusta.

In realtà sono laboratori alla portata di tutti e utili soprattutto ai nostri bambini, spesso in corsa tra troppi impegni o ipnotizzati con la tv. 

Con le emozioni, in particolare, conviviamo ogni momento di ogni giorno, sono la risposta alle reazioni esterne, è qualcosa che ci appartiene, che dobbiamo imparare a riconoscere e ad accettare. Quelle "belle" e quelle "brutte".

Evidentemente in tre soli appuntamenti non si esaurisce il lavoro sulle emozioni, durerà tutta la vita!, ma è un buon inizio per bambini cosi' piccoli. E' l'inizio di una scoperta, di un percorso di conoscenza di se'.

Il laboratorio è iniziato con la storia del bambino Nonimporta, incapace di reagire a qualsiasi emozione negativa per paura di fare qualche danno. Nonimporta era sicuro di poter continuare così ma imparerà che reprimere le emozioni non va affatto bene perchè lo opprimono e  gli impediscono di dire «Mi importa!» e di godere appieno delle cose belle della vita.

Ho riconosciuto la storia che le conduttrici del laboratorio hanno tratto da questo testo della Erickson ispirato al lavoro di Margot Sunderland, insegnante e psicoterapeuta con all'attivo numerose pubblicazioni sulla "gestione" delle emozioni dei bambini attraverso la lettura e l'ascolto di favole:
Aiutare i bambini... a esprimere le emozioni (CD-ROM)
Attività psicoeducative con il supporto di una favola








Il testo "si rivolge ai bambini che cercano di affrontare da soli le proprie emozioni, che sono pieni fino a scoppiare di emozioni non espresse, abituati a «tenere sempre duro», a rimanere impassibili, imprigionati in una corazza di coraggio che più che difenderli li schiaccia" (dal sito delle edizioni Erickson)

I miei bambini sono stati molto colpiti dalla favola di Nonimporta, l'hanno più volte raccontata a casa e, in particolare,  il più grande -  riconoscendosi in un momento di difficoltà con una compagna di scuola - mi ha riferito che non avrebbe fatto come Nonimporta perciò ha condiviso con me  il comportamento della compagna (non proprio simpatica.......!), ha detto di  esserci rimasto proprio male e ha manifestato la sua sofferenza con un bel pianto liberatorio.

Nel corso del laboratorio ai bambini è stato chiesto di riferire di una cosa che non sopportavano e una che invece amavano molto fare. Ho assistito al primo appuntamento (il più piccolo ha preferito che io restassi) e ho ascoltato le risposte: la più ripetuta è stata "odio riordinare" seguita da "non voglio fare i compiti" mentre tra le situazioni preferite ricordo bene la risposta dei miei figli "voglio fare solo quello che mi va" (per essere ottimista ne ho apprezzato la sincerità........).
In seguito hanno mimato le singole emozioni: faccia arrabbiata, faccia sorpresa, faccia felice, faccia triste..........e poi le hanno collegate ad una situazione: quando ti sei arrabbiato? quando ti sei sentito felice?


L'ultimo appuntamento è stato dedicato al rilassamento. Trovo difficilissimo aiutare i miei bambini a passare da uno stato di agitazione allo stato di calma. Rilassarsi completamente è difficile dopo aver giocato e l'adernalina è ancora in corso e li tiene "accesi" oppure se si tratta di bambini tra i 6/7 anni che trascorrono molte ore a scuola e devono passare da un apprendimento di tipo imitativo ad un apprendimento di tipo simbolico e astratto che richiede molta attenzione.

I bambini hanno raccontato entusiasti il momento del rilassamento:  hanno "chiaccherato" di se' e poi, con uma musica dolce in sottofondo, le conduttrici hanno chiesto di chiudere gli occhi e ascoltare.
Si è trattato della classica tecnica di rilassamento con l'immaginazione giudata e un lento risveglio.

Riprovarlo a casa non è difficile. Chi aiuta a rilassare deve essere a sua volta rilassato e i bambini vanno accompagnati lentamente. Ho sperimentato che conviene prima proporre di "giocare a rilassarci" e poi lasciare che accettino l'idea.

Di solito il segno inequivocabile sono le copertine pronte sul pavimento!





22 commenti:

  1. tu mi devi far capire dove trovi tutte queste iniziative... perchè nn ci hai invitati? Credo di sapere la risposta... dai tre anni in su... fammi un fischio quando fanno qualcosa per i nani piccoli .. e magari qualcosa sulle emozioni lo farei anche io .... nn fa mai male ,,,

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    1. in effetti era dai 5 anni in su, ma Elia è alto......
      Scherzo, hanno preso anche babini di 4 anni, tanto erano in 6 o 7 (una folla.......). Mi è spiaciuto che sia saltato il laboper gli adulti, pare fossi l'unica iscritta......

      Comunque i testi di margot Sunderland sono interessanti, prova a vedere se li hanno in biblioteca.

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  2. non mi ero ancora iscritta la tuo blog... cattiva cattiva cattiva :-D i pannoli li accetto molto volentieri! grazieeee!

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    1. mannaggia, gravissimo!

      Ti scrivo in privato, così ci mettiamo d'accordo!

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  3. NON trovo il tuo indirizzo mail a me outlook non funziona mi mandi una mail tu, così ci accordiamo per i pannoli? ti faccio un bonifico per le spese di spedizione! ^_^ sei troppo carinaaaa e poi a fine utilizzo te li rispedisco!

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  4. Dispiace sempre quanto queste iniziative riscuotano poco successo...
    Secondo me si tende sempre a pensare che "non siano utili" :(
    Ma io non vedo che cosa ci sia di più interessante di conoscere se stessi!
    Cercherò i libri della Sunderland in biblio, grazie per la segnalazione e per le tue riflessioni!

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  5. Interessante, devo aprofondire.

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    1. Ciao Tatiana,

      se hai voglia di approfondire prova a cercare i testi in biblioteca.
      Io preferisco recuperarli prima in biblioteca perchè i testi della Erickson sono un po' scientifici e magari possono risultare difficili.

      Tu potresti Wtrasformare" il lavoro sulle emozioni con l'arte......

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  6. Mi piace questa iniziativa!! Servirebbe anche a me...
    In ogni caso, la trovo assolutamente necessaria per i bambini di oggi, che sembrano proprio invitati a passar sopra a tutto, anche se questo non corrisponde a ciò che è naturale, ne a ciò di cui hanno bisogno per imparare a gestire e codificare i loro stati d'animo. Ben venga che qualcuno ci abbia pensato!

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  7. Bella iniziativa.
    A volte le iniziative non vengon capite, è un peccato.

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  8. Si ci' e un peccato, un'occasione persa.

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  9. Ciao, ho scovato stasera il tuo blog che trovo molto interessante:)
    Il disinteresse purtroppo proviene dai genitori e dal fatto che non tutti sono sensibili a certe problematiche.
    Io mi occupo di teatro e capisco piuttosto bene quello che dici.
    A presto:)

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    1. Ciao e grazie per essere passata di qua!

      Sono veramente contetna di poter condividere questi pensieri con "un'addetta ai lavori", occupandoti di teatro percepirai la difficoltà a far partire certe iniziative.

      Io resto con mio stupore!

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  10. Ciao, ho scoperto per caso questo blog e mi sembra molto interessante. sono una laureanda in pedagogia dell'infanzia e, dal momento che sto argomentando la mia tesi sulle emozioni dei bambini in disagio sociale,devo necessariamente svolgere con loro delle attività laboratoriali. si tratta di bambini con una fascia d'età tra i 7 e i 13 anni. Hai delle idee da suggerirmi? mi sarebbero davvero molto utili. spero tu possa aiutarmi. grazie in anticipo :)

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  11. Ciao, ho scoperto casualmente questo blog e mi sembra molto interessante :) Sono una laureanda in pedagogia dell'infanzia e, dal momento che sto argomentando la mia tesi sulle emozioni dei bambini disagiati, devo necessariamente svolgere, con un gruppo di loro, delle attività laboratoriali sulle emozioni. I bambini hanno tra i 7 e i 13 anni. Hai delle idee da propormi? mi sarebbero davvero molto utili,spero tu possa aiutarmi. Grazie in anticipo. :)

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  12. Ciao Mary, scusa per tutto il tempo trascorso prima di risponderti. Purtroppo il blog non è la mia attività prevalente e non sempre riesco a essere collegata.
    Sono io che ringrazio te per avermi chiesto aiuto. Io non sono un'esperta sono solo una mamma convinta che le emozioni siano la prima cosa da osservare in un bambino. Inutile proporre giochi di qualità, creati per "stimolare" (ahi questa parola) la loro intelligenza o trascinarli tra mille attività, sicuramente valide (corso d'inglese? teatro? calcio?.....) se prima non si è capito se stanno bene. Stare bene per me significa stare bene con se stessi, sentirsi sufficientemente sereni. Un concetto apparentemente in contrasto con il concetto di essere in divenire e del fatto che non siamo sempre uguali nel tempo; alle volte, nel corso della vita, anche un adulto si sente di nuovo alla ricerca del proprio equilibrio. Ma vuoi mettere il mondo in cui si affronta il cambiamento interiore se si è forti del proprio essere e sicuri di farcela?

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  13. Mary, ho scritto troppo e blogger non ce la fa a pubblicare tutta la risposta, solo la parte che leggi qui sopra.
    Non trovo un indirizzo di posta collegato al tuo nome e al quale scriverti.
    Ci riprovo altrimenti ti faccio un post personale! ;)

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    1. Ciao Alessandra,poco fa ti ho inviato una mail all'indirizzo "ilmiograndecaos@gmail.com". aspetto con ansia una risposta ;)

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    2. Ciao Alessandra, poco fa ti ho inviato un msg all'indirizzo "ilmiograndecaos@gmail.com". Aspetto con ansia la tua risposta ;)

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  14. Complimenti per la tua iniziativa, Alessandra. Continuo a seguire il blog per altri interessanti spunti. Grazie delle tue condivisioni :-)

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  15. Ciao Ale... scusa, una domanda, il laboratorio è stato proposto a scuola durante l'orario scolastico?

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