martedì 5 febbraio 2013

No D., le bugie no.


D. è la ragazza che è in affido da noi, un affido part-time ma molto intenso. Per vari motivi: un'adolescente, senza padre (esiste ma non c'è mai stato, tutto qui), mamma assente e sprovveduta (anche con se stessa), ospite della nonna nella  pseudo famiglia dei suoi due fratelli (da parte di madre).

In molti si sono stufati di lei, un caratteraccio anche se la situazione intenerisce ed è molto carina e educata.

Mente. Non so quanto sia cosciente di mentire, tanto è un atteggiamento consolidato: le hanno insegnato a dire quel che occorre dire, a falsare la realtà con un sorriso disarmante. Raccontare ai Servizi Sociali quello che vogliono sentire, dichiarare ai Carabinieri una parziale verità, non presentarsi in classe e non dire assolutamente perchè.

Fin dall'inizio (più di tre anni fa) ho mal sopportato questo atteggiamento. Odio le bugie. Mi fanno odiare le persone.
Putroppo una mamma affidataria non puo' odiare un'adolescente già compromessa e allora ho represso e, con le buone, le ho fatto capire che non porta a nulla.

Inutile favoleggiarmi la vita di tua mamma o immaginare un padre ricco che prima o poi ti viene a salvare altrimenti non saresti qua con tutti i tuoi casini nel trolley (che non avevi neppure, ti ho regalato il mio); inutile farmi credere facevi una vita interessante ed eri una brava studentessa prima di venire qua, che ci fai qua, allora?

Con le buone ha capito. A 14 anni è meglio saperlo, dopo è tardi.


Nell'errore ci cadi ancora, però: stare in convitto 5 giorni su  5, certa che il patrigno non controllava i voti (on line) ne' verificava le circolari (on line), sapendo dell'assenza per maternità della tua assistente sociale, ti assentavi spesso, non studiavi e non partecipavi ai recuperi pomeridiani. Proprio niente no, in realtà frequentavi un gruppo di sfaccendati e soggiornavi all'ultimo banco.

L'ho scoperto io, un'autorizzazione speciale dei Servizi (te lo ricordi bene, vero?), una chiaccherata con i tuoi insegnanti e voilà la verità.
 Quest'estate ti ho messa alle strette: propongo un cambio di scuola, nego cellulare nuovo e palestra e anticipo ai Servizi Sociali la seconda bocciatura.

Nel frattempo D. sfuggi e ti lasci convincere dalla famiglia a trovarti un lavoro. Io controbatto che a 16 anni, di questi tempi - puoi fare ben poco.
Braccio di ferro senza requie.
Una lotta impari perchè non è uno scontro con una ragazza alle prese con i fumi dell'adolescenza ma è una lotta con uno stile di vita respirato in famiglia.
Una famiglia "in carico" ai Servizi Sociali i quali hanno messo la pezza a tutto: ai problemi economici, alle difficoltà scolatiche,  cercando educatori che aiutassero e una famiglia affidataria che le regalasse affetto e presenza.

E' un'impresa spiegare a D. che non si vive di pezze e non è vero che i Servizi Sociali devono aiutarti. Tu sei l'artefice della tua vita.

Se vivi così la vita - prima o poi - ti presenta il conto.

Il primo conto è la scuola superiore: i tuoi professori ti hanno trattata al pari dei tuoi compagni e non hanno ritenuto la promozione un diritto causa disgrazia personale. Non te lo aspettavi, vero?

Scegli la strada apparentemente più facile e cerchi di allontanarti da noi.

Riferisci - con la complicità della nonna - ai Servizi Sociali, loro prendono atto e ritengono l'affido terminato perchè sei grande e puoi decidere della tua vita, te l'ho detto.

Peccato si dimentichino di comunicarcelo e noi continuiamo  il braccio di ferro con estenutanti telefonate.

A  settembre i Servizi ti rimandano a scuola, una nuova scuola, senza cellulare nuovo, senza palestra (hai visto?)

Lo sai, io non sopporto le menzogne, non risparmio rabbia ai Servizi Sociali per esserci dimenticati di noi e neppure a te.

Mi dispiace ma se volevi scappare da noi per non affrontare le tue responsabilità,  dovei dircelo, non giocare alle tre carte (noi, i Servizi e la nonna).

Ora sei dispiaciuta,  ma io non posso fartela passare liscia. Non  è educativo e il mio compito è insegnarti a vivere.


Ho diritto di lasciare spazio alla mia rabbia dopo mesi di tensione e di fatica. Ho diritto di dire io basta e lasciarti andare.
Lo faccio con la certezza che hai capito e che potrò osservarti da lontano.


14 commenti:

  1. molte volte mi sono chiesta quale forza d'animo serva per diventare genitori affidatari, vedo che ne serve una quantità titanica. E' una scelta coraggiosa, con tutte le sue conseguenze.

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    1. piu' che altro serve la voglia di buttarsi e di movimentare un po' la propria quotidianità. Il resto dipende da come vanno le cose, non dico sia facilissimo ma praticabile sì!

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  2. Sono certa che sia stata comunque una scelta difficile quella che hai fatto alla fine... e mi auguro che serva a lei per imparare... ma anche a te per ritrovare quella serenità che, in altre circostanze e con un comportamento diverso da parte sua, non avresti certo perso prendendoti cura di una ragazzina in affido...

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  3. Ciao Stefania, io sono convinta sia giusto fare così. D'altra parte è l'unica scelta "educativa", altro discorso sono i sentimenti e le emozioni, chiaro che dispiace ma non è sempre bene passare sopra gli errori. soprattutto se reiterati. D. non ha ancora metabolizzato ma questo w-e sarà dedicato alle spiegazioni e ai chiarimenti.

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  4. Sostengo il tuo intervento di educatrice e ritengo corretto il tuo atteggiamento. Certo, l'affido è proprio impegnativo... Pensando ai ragazzi in affido, sbaglierò, ma spesso mi chiedo quale sia la percentuale di "recupero"...

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    1. Grazie monica, non sai quanto provvidenziale e di conforto sia il tuo commento! ieri "chiacchersta"con d. e nottata cosi' cosi'; finalmente io e il marito siamo d'accordo sulla linea educativa....
      se i ragazzi possono farcela: si' monica, ma se tutti gli adulti che ruotano intorno all'affido tengono duro. noi siamo stati sfortunati per la condotta dei servizi, fortunatamente non e' sempre cosi'.
      Giusto ieri ho detto a d. che sono sicura lei sappia qual'e' la cosa giusta da fare. sperem!! ;)

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    2. Qualunque cosa scelga, non puoi sostituirti a lei e qualunque sia la strada che vorrà percorrere tu puoi mantenere la serenità di aver agito bene e lei si porterà via l'aver conosciuto un'alternativa e aver finalmente incontrato uno di quei "no" che ti fa crescere.

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  5. Oh Alessandra, non so se può esserti d'aiuto il mio pensiero, ma vorrei che sentissi che appoggio il tuo stile educativo e, per il bene di D., faccio il tifo per te.
    Un abbraccio, hai tutta la mia ammirazione di madre approssimativa
    Grazia

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    1. Grazie, certo che mi è d'aiuto, non sai quanto! Dire "adesso basta" oppure "no" è difficilissimo, lo è con i nostri figli, molto di più con con quelli prestati (mi si passi il termine).
      Ricambio l'abbraccio da madre altrettanto approssimativa!

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  6. E se questo è il week end del chiarimento mi auguro che sia arrivato con un briciolo di serenità. Immagino la fatica mostruosa e tutti i sentimenti in gioco, una scelta tosta quella dell'affido specie di un adolescente. Un abbraccio e pensieri positivi.

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    1. La serenità si alterna ai dubbi, Cì. Cerco di fissare nella mente che tenere duro è d'aiuto a tutti.

      I colloqui con psicologa, assistenti sociali sono ancora in corso. C'è in gioco il futuro di un'adolescente, mannaggia.

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  7. Cara Alessandra, per fortuna o per disgrazia le nostre azioni non hanno sempre l'effetto che abbiamo calcolato. noi abbiamo bisogno di dare una forma comprensibile e gestibile al mondo e così il nostro cervello produce continuamente catene causa-effetto che ci rassicurino e che ci permettano di agire. Ma la vita è più grande di questi schemini presi in prestito dalla fisica e il suo respiro è lento e nascosto come la crescita dell'erba. Ma questo vuol dire anche che le nostre azioni continuano ad agire sulle persone con tempi e modi un po' misteriosi. Io sono sicura come ha detto la tua amica Monica che la vostra famiglia ha creato un imprinting in D. che le salterà fuori prima o poi. Magari ci vorrà un altro catalizzatore. Spero che questo weekend abbia portato frutti, ma se anche ti sembrasse di no, c'è una vita intera davanti alla tua bimba. Ale, è prezioso conoscerti (sorry per il predicozzo)

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    1. Adoro certi predicozzi, Candi ;) e ho riletto più volte il tuo commento. Non devo cercare risposte nell'immediato, lo so, ma vorrei avere tanto una palla di cristallo......

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  8. Quello che racconti è toccante, grazie per averlo condiviso con noi.

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