domenica 1 ottobre 2017

Le novità (libresche) d'autunno

L'autunno è, per eccellenza, la stagione del rinnovamento e dei propositi. I cambiamenti in natura sono tanti, dai colori al clima, e inevitabilmente incidono sui nostri stati d'animo; in parte si rallenta, ma è solo un modo per guardarsi intorno e ripartire con una nuova carica.

Il mondo dell'editoria è in continuo fermento e dopo aver assaporato le letture estive, abbiamo tutti voglia di nuove storie e nuove illustrazioni. Il profumo di libri freschi di stampa, si sa, è inebriante!

Ecco quello che abbiamo visto, magari già letto, oppure solo assaporato in anteprima:


Einaudi Ragazzi ci regala un concentrato di eccellenze in un libro illustrato da tenere per sé e assolutamente da regalare.
La poesia Se, l'inno alla vita dedicato da Rudyard Kipling al figlio torna tradotta da Tiziano Scarpa, che ho conosciuto nel (lontano?) 1998 in occasione dell'organizzazione dell'evento Subway-Letteratura. Per i juke box letterari Scarpa scrisse Body Building. Racconto su un padre e da allora di strada ne ha fatta e tanta: scrittore, poeta, librettista, autore teatrale, vincitore del Premio Strega con Stabat Mater. In Se è magistralmente affiancato dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, scelta più che azzeccata, Sanna alterna tratti essenziali a tavole che incantano per l'inconfondibile segno poetico e suggestivo. Nell'albo i testi sono scritti a mano.

Una siffatta triade - Kipling, Scarpa, Sanna - invita all'acquisto. Da ottobre in libreria.

Sempre Einaudi, nella collana per i più piccoli, ha pubblicato un altro sicuro successo degli autori del pluripremiato Il Gruffalò, Julia Donaldson e Axel Scheffler. Ancora un album che ci farà sorridere senza tralasciare contenuti di qualità, Gli orribili cinque. In teoria sono i cinque animali più brutti della savana, un facocero, una iena maculata, un avvoltoio orecchiuto, uno gnu e un marabù. Ma poi, è proprio vero che sono così terribilmente brutti?


Tra le graphic novel, Tunué ha pubblicato La memoria delle tartarughe marine un intenso racconto di Simona Binni che verrà ufficialmente presentato a Lucca Comics&Games (5/8 ottobre). Partendo dalla capacità delle tartarughe di ritornare alla spiaggia in cui sono nate, l'autrice affronta il tema dei ricordi e della profondità dei rapporti tra fratelli e sorelle. Una preview qui.


Di Topipittori ci è piaciuto molto Nel giardino, di Antonella Abbatiello, altra firma d'eccellenza.
L'autrice, partendo da immagini primarie, consente ai lettori più piccoli di giocare con la natura, le stagioni e le forme.
La scelta del cartonato, di figure basiche, colori piatti e pochissime parole a caratteri grandi rende fruibile l'albo a primi lettori. In realtà ogni pagina evoca concetti più complessi, legati ai ritmi della natura, le stagioni il prima e il dopo. Seme/germoglio, melo/mela, piove/casetta. Tanti spunti per un ottimo e giocoso lavoro di condivisione con i nostri bambini.




Buona lettura !

lunedì 4 settembre 2017

Amici? Brunella Baldi - Ed. Corsare


Amici? di Brunella Baldi, edito da Edizioni Corsare è un wordless book (versione anglofona del più noto termine silent book) ma di cose da dire ne ha un bel po'.



Innanzitutto non possiamo certo limitarlo ad uno scaffale per piccoli, perché sembra voler parlare a due tipi di lettori: i grandi, da sempre veramente imbranati con le questioni fra bambini e che tanto hanno da imparare e i piccoli, veri e unici protagonisti. Questa è la loro storia, vi si riconosceranno, eccome!

Quando un bambino dice "Ho un amico",  non è necessariamente per sempre, anzi si può trattare di un rapporto amicale a tempo. Un tempo lungo, talvolta, un pomeriggio o una giornata. Perché succede, è successo - ne abbiamo le prove - che se alle 16:00 s'invita l'amichetto di cui sopra per giocare, alle 19:00 ci si può sentir dire "Non è più mio amico"; oppure si attende fiducios* fuori da scuola e il figlio arriva con un muso lungo più dei suoi centimetri di altezza e, niente, "Tizio non è più mio amico".
Attenzione a chiedere cosa sia successo, potrebbe iniziare un susseguirsi di motivazioni serissime o un silenzio tombale a far capire si tratta proprio di cosa da non sottovalutare.

Brunella Baldi è stata abile nello scrivere questo silent. Ha in sé tutto il necessario per una completa comprensione: tavole realizzate su basi azzurro e arancio e con disegni declinati con i medesimi colori lasciando, qua e là, piccole macchie, probabilmente il risultato della tecnica del monotipo. Le espressioni sono ben tratteggiate, i personaggi non sembrano neppure poggiare al terreno - forse accenni dell'esperienza di danzatrice e coreografa - e pochi oggetti a corredo, fiori, giochi e farfalle ma nessuna parola. I testi, qui, avrebbero solo creato confusione. L'autrice scegliere di non dire, di non anticipare il lettore, piuttosto lascia ogni sguardo possa costruirsi una propria storia originale. Una lettura che scompone i ruoli tra adulto e bambino, ciascuno autonomo nell'approccio, potrà trovarci qualcosa, e non sarà la stessa visione: il bambino s'immedesimerà, l'adulto forse capirà dinamiche infantili.

Apritelo questo libriccino, ino per il formato, un 18x19 da infilare ovunque, ma ricco di risposte.

Splendide le espressioni dei maialini, dai bronci, identici a quelli di certi bambini offesi, pieni di orgoglio e disappunto; il gesto per un dispetto fatto apposta per rovinare un gioco o per attirare l'attenzione proprio di quel coetaneo lì; lo sguardo furbo magari per nascondere qualcosa o ottenere un perdono.



Si sfogliano un paio di pagine e il sorriso dei maialini è già tornato. Si osservi bene, nessun adulto compare nelle illustrazioni, non si intravede neanche in lontananza, ad ammonire, consigliare o consolare.

I bambini lo sanno bene, certo vanno ascoltati, ma prima di intraprendere discussioni tra genitori, provate a offrirgli questa lettura autonoma.

Ritroveranno le proprie emozioni: rabbia, dispiacere, invidia, solitudine e soprattutto una gran voglia di giocare.

Edizioni Corsare mantiene da sempre un tratto elegante, una casa editrice di qualità in grado di unire storie belle ed importanti a firme di livello.


venerdì 1 settembre 2017

Un nuovo orizzonte - Rebecca Young/Matt Ottley. Terredimezzo editore


Alla ricerca di letture poetiche.
Di quelle classiche in rima, qualsiasi rima: baciata, alternata o l'incatenata dantesca. Purché mi consentisse di ricominciare a prendere confidenza con la produzione in rima che, niente, per me è ostica, non ho senso critico: non distinguo un lavoro eccellente da un tentativo mal riuscito. Si trattava di rimettersi a studiare.

E ho finito per imbattermi in un albo. Non ha rime. L'autore non è un poeta. Eppure appena l'ho sfogliato, l'ho letto come se leggessi una poesia.



Un nuovo orizzonte è di Rebecca Young e Matt Ottley (tradotto da Sara Ragusa) ed è uscito nel novembre scorso per Terre di Mezzo, una casa editrice spesso sinonimo di successo e alta qualità.

Un ragazzo, una tazza, una barca e l'orizzonte, questi gli elementi che ci accompagnano lungo tutta la lettura.
Un tempo, un ragazzo fu costretto a lasciare la propria casa e a cercarne una nuova.
Nello zaino mise un libro, una bottiglia e una coperta.
Nella sua tazza da tè, la terra del prato dov'era solito giocare
Un viaggio, certamente, forse la fuga da un paese per paura o necessità, forse solo la metafora della crescita, il viaggio verso l'età adulta. In ogni caso il ragazzo sta lasciando luoghi conosciuti, strade già battute, che non fanno paura.
Un nuovo orizzonte l'aspetta ma raggiungerlo potrebbe essere talvolta tranquillo
C'erano giorni splendenti, su un mare bianco e infinito
in altri momenti burrascoso
e giorni così scuri da far bramare al ragazzo il ritorno delle stelle.
Il mare - da sempre un duplice simbolo: vita e fecondità come paura e ignoto, può essere grosso  e sfacciato oppure cullare con le onde dolci.



L'orizzonte tarda a farsi vedere e dell'agognata terraferma, punto di arrivo, non c'è traccia. La malinconia affiora insieme ai ricordi, l'albero preferito, gli aquiloni che volavano a casa sua, la madre che lo chiamava perché era pronto il tè. 
I ricordi rassicurano ma rischiano di farci desistere, meglio rinunciare alla ricerca, al cambiamento e tornare sui propri passi.


E' la manciata di terra, quella nella tazza che accompagna il giovane protagonista, la terra del suo Paese, a dargli la spinta emotiva e la forza per proseguire: improvvisamente germoglia, gli regala frutti, riparo e angolini accoglienti per sognare ad occhi aperti.


Le nostre radici ci sostengono, ci danno coraggio e finalmente il puntino all'orizzonte e la ragazza con il portauovo rotto.

La vita può ricominciare, i desideri riaffiorare, si costruisce e si aspetta.

L'albo è magistralmente illustrato da Matt Ottley con tavole a olio, delicatamente declinate nei toni del grigio nelle prime pagine per poi
aggiungere colori più vivi.

Concludo, questo albo si colloca decisamente a metà strada tra un silent book e una poesia, due alte forme culturali, le sole in grado di offrire alla mente concentrazione e pensiero, ovvero vedere scorrere la storia, comprenderla e farla propria.

Per la poesia la mia ricerca è solo all'inizio ma può ritenersi già soddisfatta!

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