sabato 7 luglio 2018

MOABI - Mickael El Fathi trad. Giulia Genovesi ed. Terredimezzo


Moabi è tra gli alberi più grandi d’Africa, bellissimo e monumentale può raggiungere i 70 metri d’altezza; la sfortuna di avere un legno pregiato e resistente, fa sì sia costantemente sfruttato, così tanto che nello Stato del Gabon è stato necessario proibirne l’abbattimento.

Gli abitanti dei villaggi sono molto legati al Moabi dal quale ricavano frutti, olio, e sostanze utili per produrre alcune medicine. Con la sua corteccia i Pigmei preparano una pozione magica che […] li rende invisibili agli animali della foresta.




Forse proprio per quest’aura di mistero, Mickael El Fathi ha intitolato MOABI lo splendido albo edito da TERREDIMEZZO.



Mickael El Fathi è autore e illustratore di MOABI – l’unico suo albo finora tradotto in italiano – ogni pagina una splendida tavolozza di colori sgargianti e solari che virano dal rosso all’arancione, con qualche punta di blu e verde, recuperati probabilmente dalla suoi ricordi di viaggiatore o – come si definisce nella sua biografia – di camminatore.

Poche frasi d’effetto fanno da sottofondo alle illustrazioni; sono brevi poesie, talvolta disposte in modo fantasioso, a voler suggerire uno stile di lettura cadenzato, utilissimo per i lettori ad alta voce.







La storia è quella dell’albero maobi, dapprima piccolo seme poi germoglio, poi ancora un piccolo ramo sino ad avere un tronco robusto, il vento non mi fece più tremare, e diventare parte di una grande foresta. Maobi racconta di vivere sulla Terra sin dagli albori della Vita, di avere conosciuto dinosauri,  di aver dato ospitalità a tanti animali sui suoi rami, proprio quegli animali che gli sussurreranno dell’esistenza di un essere simile a loro, drizzato sulle gambe posteriori.

Nella foresta si mormora il suo nome, Uomo, e corre voce sia amico del fuoco e nemico di tutti gli altri. Per scaldarsi, costruire i suoi nidi e gli utensili l’Uomo ha bisogno di legna.


Così, quando arriva nella foresta, Maobi, per la prima volta, trema di paura.

Eppure in cuor suo mantiene speranza.

[…] sono sicuro che un giorno l’uomo verrà non per tagliare il mio legno ma per fare pace con la foresta


Particolare anche la scelta della grafica delle pagine di chiusura, dove le parole, storie di alberi, poggiano sui rami di un immaginario albero blu.








Un plauso sicuramente va a Terredimezzo – ultimamente ci vizia con ottime pubblicazioni! -  per aver scovato l’autore e pubblicato un lavoro profondo in contenuti e grafica. Un albo che riesce ad arrivare al cuore di chi ascolta sin dalla prima lettura: lo sappiamo, il disboscamento e la deforestazione sono realtà solo all’apparenza distanti, pertanto è utile ed urgente stimolare la discussione, o anche solo un pizzico di sana curiosità, tra i più piccoli.

lunedì 16 ottobre 2017

London Calls! di Gabby Dawnay e Alex Barrow, trad. Francesco Ciuffi. Edizioni Clichy.


Edizioni Clichy si distingue nel mercato editoriale italiano per la scelta di contenuti di qualità e uno stile di classe. Sarà l'influenza della città in cui la casa editrice e l'omonima libreria hanno sede, Firenze, nonché la spiccata francofilia, sta di fatto che ogni pubblicazione merita la giusta attenzione.

I titoli delle diverse collane riprendono nomi di luoghi di Parigi: Gare du Nord, Beauborg, Bastille, Père Lachaise, Rive Gauche, Sorbonne, Carruosel e raggiungono una vasta tipologia di lettori, spaziando dalla narrativa contemporanea, alla saggistica sino alla letteratura per ragazzi.

In particolare, quella dedicata ai ragazzi, Carrousel,  prende il nome da Place du Carrousel, dove sorge la piramide di vetro del Museo del Louvre e dove un tempo era ospitata una giostra a cavalli. Quale nome più indicato!

La collana Carrousel comprende albi scritti e illustrati in prevalenza da autori francesi, con una predilezione per tratti originali e ironici che accompagnano storie e argomenti importanti.

Tra le ultime uscite, c'è London Call! scritto da Gabby Dawnay e brillantemente illustrato da Alex Barrow. Traduzione dall'inglese da Francesco Ciuffi.


Un'interessante passeggiata lungo tutta la città di Londra, guidati da nonna Rosa e la piccola Perla, ambedue vestite con stravaganti - quanto invidiabili, abitini pieni di bottoni di perle.

E' il Big Ben a dare inizio alla giornata Il Big Ben sta suonando, sono le otto meno un quarto e Londra ci sta chiamando.

Le seguiamo lungo il loro percorso, in parte sul famoso bus a due piani, con il quale Rose e Perla incrociano Parliament Square, per proseguire nel cuore pulsante della città: Trafalgar Square con le famose statue di leoni e poi lungo i parchi arriviamo ai musei più importanti, Tate, Modern...


Una fermata tutta al femminile è imprescindibile!
ci sono negozi che vendono scarpe, negozi che vendono calzini, ci sono negozi che vendono vestiti alla moda e orologini



E via di nuovo a sfrecciare per Londra, con tutti i mezzi che la città mette a disposizione...e infine a piedi, c'è veramente tanto da vedere: palazzi antichi e quartieri di cemento, una ruota con un occhio sulla città, c'è il Gherkin, e lo Shard



Parchi, palazzi, monumenti storici e musei - tutto raccontato con un ritmo incalzante e brevi rime, uno stile che ben si adatta ad una lettura ad alta voce, basterà seguire la cadenza veloce e esilarante delle strofe, talvolta scritte in verticale, di sbieco, a mo' di sedie; anche alla lettura autonoma da parte di un lettore alle prime armi è offerto il duplice effetto di imparare divertendosi.

Sì perché l'autrice, Gabby Dawnay, strizza l'occhio ai bambini, una sorta di tacita intesa: consente loro di conoscere i posti più belli e tante curiosità di Londra senza essere didascalica e senza mai far cadere l'attenzione.

La passeggiata termina sempre al suono del Big Ben, sono le otto meno un quarto, la cena è pronta non possiamo arrivare in ritardo!

Poi, nelle ultime pagine, guidati dalle due instancabili protagoniste, ricapitoliamo quanto visto e torniamo a cercarlo a ritroso tra le immagini oltre ad approfondire qualche chicca: lo sapete, ad esempio, perché Shakespeare ha dato  - a sua insaputa! - il nome al biglietto del bus londinese? oppure da dove deriva il termine tube? e quanto è lungo il Tamigi?



Gabby Dawnay è un'apprezzata autrice per ragazzi nonché sceneggiatrice di un programma della BBC dedicato ai più piccoli, Alex Barrow fa parte del collettivo OIKIDO che ha ideato l'omonima rivista di scienza e arte per bambini.

I due autori hanno dedicato l'albo sempre mantenendo un tono giocoso, tono che probabilmente li accompagna nella quotidianità!



Siete pronti per partire? Valigia e albo sotto il braccio... London Calls! 😉

martedì 10 ottobre 2017

La mela di Magritte - Klaas Verplancke MoMA FATATRAC


Fatatrac, marchio del gruppo Giunti, ha inaugurato nel 2015 una collaborazione con la casa editrice del MoMA - Museum of Modern Art di New York per la pubblicazioni di albi dedicati a grandi artisti dell'arte contemporanea e fruibili anche dai più piccoli.

"La mela di Magritte" è stato commissionato dal Centre Pompidou in occasione della mostra Magritte: La Trahison des Images, allestita nel settembre 2016 e rimasta aperta al pubblico sino allo scorso gennaio.
L'inganno delle immagini (La Trahison des Images) è il senso della ricerca stilistica di René Magritte ovvero raccontare su tela il rapporto tra immagine e linguaggio, tra realtà e rappresentazione della stessa.

L'autore dei testi e delle illustrazioni di questo albo, Klaas Verplancke,  pluripremiato artista belga, accompagna i bambini lungo il pensiero del pittore
René era un pittore,
ma René non riusciva a dipingere.
Sapeva come, ma non sapeva cosa.
Poiché non poteva dipingere,
René non riusciva a dormire
Lo spaesamento e la difficoltà di dare corpo ad un'idea; si può raccontare l'arte partendo dall'opera, spiegando cosa l'artista abbia voluto dirci oppure - come in questo caso - cercando di immedesimarsi nella fatica che precede la realizzazione di un'opera.

Magritte non amava dipingere ma la tela diventò la trasposizione alle sue domande: cos'è la realtà? come si rappresenta? cosa vediamo davvero?
La sua tela era vuota,
ma la sua testa era piena.
Piena di idee su oggetti e parole.
Più la realtà si presenta complessa, più le risposte per Magritte sono impossibili, e l'unico percorso praticabile sembra essere l'assurdo, il paradosso:  oggetti riprodotti non nella loro forma originaria, visi coperti da lenzuoli, il ritratto di un solo occhio, le foglie come labbra e temi ricorrenti: mele, uomini con la bombetta, pipe, meteoriti, nuvole.

L'opera più famosa è sicuramente "C'eci n'est pas une pipe"  (Questa non è una pipa) per cui - dopo innumerevoli polemiche - Magritte chiosò:

"La famosa pipa? sono stato rimproverato abbastanza in merito. Tuttavia la si può riempire? No, non è vero, è solo una rappresentazione: se avessi scritto sotto il mio quadro: "Questa è una pipa" avrei mentito.

I bambini - normalmente dotati di capacità immaginative - apprezzano lavori non aderenti alla realtà, sono più bravi a leggerle e soprattutto è l'occasione giusta per dare libero sfogo alla fantasia.

Questo albo offre suggerimenti e, anche con tono ironico, rimanda alle opere di Magritte. E' un libro bello, di quelli che ti offrono conoscenza senza essere noiosamente didascalici, paternalistici.



Esistono cose astratte e cose concrete insieme, come le mele. Lo sapeva bene questo signor René che aveva una gran paura della tela banca e... per riempirla cominciò a guardarsi intorno e poi decise di dipingere la realtà in un modo un po' diverso, insolito.

Un invito a scoprire l'arte con piacere!



domenica 1 ottobre 2017

Le novità (libresche) d'autunno

L'autunno è, per eccellenza, la stagione del rinnovamento e dei propositi. I cambiamenti in natura sono tanti, dai colori al clima, e inevitabilmente incidono sui nostri stati d'animo; in parte si rallenta, ma è solo un modo per guardarsi intorno e ripartire con una nuova carica.

Il mondo dell'editoria è in continuo fermento e dopo aver assaporato le letture estive, abbiamo tutti voglia di nuove storie e nuove illustrazioni. Il profumo di libri freschi di stampa, si sa, è inebriante!

Ecco quello che abbiamo visto, magari già letto, oppure solo assaporato in anteprima:


Einaudi Ragazzi ci regala un concentrato di eccellenze in un libro illustrato da tenere per sé e assolutamente da regalare.
La poesia Se, l'inno alla vita dedicato da Rudyard Kipling al figlio torna tradotta da Tiziano Scarpa, che ho conosciuto nel (lontano?) 1998 in occasione dell'organizzazione dell'evento Subway-Letteratura. Per i juke box letterari Scarpa scrisse Body Building. Racconto su un padre e da allora di strada ne ha fatta e tanta: scrittore, poeta, librettista, autore teatrale, vincitore del Premio Strega con Stabat Mater. In Se è magistralmente affiancato dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, scelta più che azzeccata, Sanna alterna tratti essenziali a tavole che incantano per l'inconfondibile segno poetico e suggestivo. Nell'albo i testi sono scritti a mano.

Una siffatta triade - Kipling, Scarpa, Sanna - invita all'acquisto. Da ottobre in libreria.

Sempre Einaudi, nella collana per i più piccoli, ha pubblicato un altro sicuro successo degli autori del pluripremiato Il Gruffalò, Julia Donaldson e Axel Scheffler. Ancora un album che ci farà sorridere senza tralasciare contenuti di qualità, Gli orribili cinque. In teoria sono i cinque animali più brutti della savana, un facocero, una iena maculata, un avvoltoio orecchiuto, uno gnu e un marabù. Ma poi, è proprio vero che sono così terribilmente brutti?


Tra le graphic novel, Tunué ha pubblicato La memoria delle tartarughe marine un intenso racconto di Simona Binni che verrà ufficialmente presentato a Lucca Comics&Games (5/8 ottobre). Partendo dalla capacità delle tartarughe di ritornare alla spiaggia in cui sono nate, l'autrice affronta il tema dei ricordi e della profondità dei rapporti tra fratelli e sorelle. Una preview qui.


Di Topipittori ci è piaciuto molto Nel giardino, di Antonella Abbatiello, altra firma d'eccellenza.
L'autrice, partendo da immagini primarie, consente ai lettori più piccoli di giocare con la natura, le stagioni e le forme.
La scelta del cartonato, di figure basiche, colori piatti e pochissime parole a caratteri grandi rende fruibile l'albo a primi lettori. In realtà ogni pagina evoca concetti più complessi, legati ai ritmi della natura, le stagioni il prima e il dopo. Seme/germoglio, melo/mela, piove/casetta. Tanti spunti per un ottimo e giocoso lavoro di condivisione con i nostri bambini.




Buona lettura !

lunedì 4 settembre 2017

Amici? Brunella Baldi - Ed. Corsare


Amici? di Brunella Baldi, edito da Edizioni Corsare è un wordless book (versione anglofona del più noto termine silent book) ma di cose da dire ne ha un bel po'.



Innanzitutto non possiamo certo limitarlo ad uno scaffale per piccoli, perché sembra voler parlare a due tipi di lettori: i grandi, da sempre veramente imbranati con le questioni fra bambini e che tanto hanno da imparare e i piccoli, veri e unici protagonisti. Questa è la loro storia, vi si riconosceranno, eccome!

Quando un bambino dice "Ho un amico",  non è necessariamente per sempre, anzi si può trattare di un rapporto amicale a tempo. Un tempo lungo, talvolta, un pomeriggio o una giornata. Perché succede, è successo - ne abbiamo le prove - che se alle 16:00 s'invita l'amichetto di cui sopra per giocare, alle 19:00 ci si può sentir dire "Non è più mio amico"; oppure si attende fiducios* fuori da scuola e il figlio arriva con un muso lungo più dei suoi centimetri di altezza e, niente, "Tizio non è più mio amico".
Attenzione a chiedere cosa sia successo, potrebbe iniziare un susseguirsi di motivazioni serissime o un silenzio tombale a far capire si tratta proprio di cosa da non sottovalutare.

Brunella Baldi è stata abile nello scrivere questo silent. Ha in sé tutto il necessario per una completa comprensione: tavole realizzate su basi azzurro e arancio e con disegni declinati con i medesimi colori lasciando, qua e là, piccole macchie, probabilmente il risultato della tecnica del monotipo. Le espressioni sono ben tratteggiate, i personaggi non sembrano neppure poggiare al terreno - forse accenni dell'esperienza di danzatrice e coreografa - e pochi oggetti a corredo, fiori, giochi e farfalle ma nessuna parola. I testi, qui, avrebbero solo creato confusione. L'autrice scegliere di non dire, di non anticipare il lettore, piuttosto lascia ogni sguardo possa costruirsi una propria storia originale. Una lettura che scompone i ruoli tra adulto e bambino, ciascuno autonomo nell'approccio, potrà trovarci qualcosa, e non sarà la stessa visione: il bambino s'immedesimerà, l'adulto forse capirà dinamiche infantili.

Apritelo questo libriccino, ino per il formato, un 18x19 da infilare ovunque, ma ricco di risposte.

Splendide le espressioni dei maialini, dai bronci, identici a quelli di certi bambini offesi, pieni di orgoglio e disappunto; il gesto per un dispetto fatto apposta per rovinare un gioco o per attirare l'attenzione proprio di quel coetaneo lì; lo sguardo furbo magari per nascondere qualcosa o ottenere un perdono.



Si sfogliano un paio di pagine e il sorriso dei maialini è già tornato. Si osservi bene, nessun adulto compare nelle illustrazioni, non si intravede neanche in lontananza, ad ammonire, consigliare o consolare.

I bambini lo sanno bene, certo vanno ascoltati, ma prima di intraprendere discussioni tra genitori, provate a offrirgli questa lettura autonoma.

Ritroveranno le proprie emozioni: rabbia, dispiacere, invidia, solitudine e soprattutto una gran voglia di giocare.

Edizioni Corsare mantiene da sempre un tratto elegante, una casa editrice di qualità in grado di unire storie belle ed importanti a firme di livello.


venerdì 1 settembre 2017

Un nuovo orizzonte - Rebecca Young/Matt Ottley. Terredimezzo editore


Alla ricerca di letture poetiche.
Di quelle classiche in rima, qualsiasi rima: baciata, alternata o l'incatenata dantesca. Purché mi consentisse di ricominciare a prendere confidenza con la produzione in rima che, niente, per me è ostica, non ho senso critico: non distinguo un lavoro eccellente da un tentativo mal riuscito. Si trattava di rimettersi a studiare.

E ho finito per imbattermi in un albo. Non ha rime. L'autore non è un poeta. Eppure appena l'ho sfogliato, l'ho letto come se leggessi una poesia.



Un nuovo orizzonte è di Rebecca Young e Matt Ottley (tradotto da Sara Ragusa) ed è uscito nel novembre scorso per Terre di Mezzo, una casa editrice spesso sinonimo di successo e alta qualità.

Un ragazzo, una tazza, una barca e l'orizzonte, questi gli elementi che ci accompagnano lungo tutta la lettura.
Un tempo, un ragazzo fu costretto a lasciare la propria casa e a cercarne una nuova.
Nello zaino mise un libro, una bottiglia e una coperta.
Nella sua tazza da tè, la terra del prato dov'era solito giocare
Un viaggio, certamente, forse la fuga da un paese per paura o necessità, forse solo la metafora della crescita, il viaggio verso l'età adulta. In ogni caso il ragazzo sta lasciando luoghi conosciuti, strade già battute, che non fanno paura.
Un nuovo orizzonte l'aspetta ma raggiungerlo potrebbe essere talvolta tranquillo
C'erano giorni splendenti, su un mare bianco e infinito
in altri momenti burrascoso
e giorni così scuri da far bramare al ragazzo il ritorno delle stelle.
Il mare - da sempre un duplice simbolo: vita e fecondità come paura e ignoto, può essere grosso  e sfacciato oppure cullare con le onde dolci.



L'orizzonte tarda a farsi vedere e dell'agognata terraferma, punto di arrivo, non c'è traccia. La malinconia affiora insieme ai ricordi, l'albero preferito, gli aquiloni che volavano a casa sua, la madre che lo chiamava perché era pronto il tè. 
I ricordi rassicurano ma rischiano di farci desistere, meglio rinunciare alla ricerca, al cambiamento e tornare sui propri passi.


E' la manciata di terra, quella nella tazza che accompagna il giovane protagonista, la terra del suo Paese, a dargli la spinta emotiva e la forza per proseguire: improvvisamente germoglia, gli regala frutti, riparo e angolini accoglienti per sognare ad occhi aperti.


Le nostre radici ci sostengono, ci danno coraggio e finalmente il puntino all'orizzonte e la ragazza con il portauovo rotto.

La vita può ricominciare, i desideri riaffiorare, si costruisce e si aspetta.

L'albo è magistralmente illustrato da Matt Ottley con tavole a olio, delicatamente declinate nei toni del grigio nelle prime pagine per poi
aggiungere colori più vivi.

Concludo, questo albo si colloca decisamente a metà strada tra un silent book e una poesia, due alte forme culturali, le sole in grado di offrire alla mente concentrazione e pensiero, ovvero vedere scorrere la storia, comprenderla e farla propria.

Per la poesia la mia ricerca è solo all'inizio ma può ritenersi già soddisfatta!

giovedì 3 agosto 2017

Leggiamo anche d'estate!


Mente sgombra e liberi di rallentare. Meno obblighi, però restano i compiti delle vacanze, ammetto siano un dissuasivo alla lettura. Se poi si aggiungono schede libro e riassunti di tomi, la faccenda si fa più ardua.

Eppure, senza imporre, aspettando i giusti tempi, è bene proporre; sempre con lo scopo di aprire a nuove scoperte e di mettere un distinguo tra scuola e lettura. Dovere e piacere.

A proposito di nuove scoperte, per noi quest'anno è stato il fumetto - meglio graphic novel. Galeotta è stata una fiera, quattro chiacchiere allo stand e acquisti d'impulso. E' un mondo relativamente nuovo per me, ho lasciato che si lasciassero consigliare,  per una volta non ero io la guida.


Con davvero tanta pazienza i "ragazzi" di Tunué hanno saputo catturare l'attenzione dei miei figli:
tra i classici hanno scelto Oliver Twist (mai letto prima) e Tom Sawyer (ennessima versione nella nostra libreria della storia di  questo ragazzo molto apprezzato ;-)), Viola Giramondo e Octave.
Queste pubblicazioni sono parte della collana Tipitondi, inaugurata nel 2010 e con un catalogo da creare solo l'imbarazzo della scelta, la qualità è ottima, sia nella scelta delle illustrazioni che nei testi. Da notare anche l'impaginazione con gli angoli delle pagine arrotondati, un tocco di classe e e leggerezza
Naturalmente hanno afferrato un paio di Monster Allergy -  un must have, secondo loro,





Tra le letture veloci e divertenti, adatte anche ai pomeriggi più caldi, non potevano mancare testi ad alta leggibilità:



La zuppa dell'Orco di Biancoenero edizioni, una storia che riprende il filo di famose fiabe, come Pollicino e Hansel e Gretel, per ricordarci di non perdere mai la speranza e di ricorrere all'inventiva in caso di situazioni difficili. Con Sinnos siamo tornati a Firmin, ironico - a sua insaputa - protagonista di Un ottimo lavoro, un albo con più piani di lettura.

Il super richiesto autore, Davide Calì, è tornato a farci ridere (e pensare) con La dieta del pugile, tra l'altro assolutamente estivo perché è il 24 agosto l'appuntamento fissato per un importante incontro di pugilato, incontro che avrà un esito non propriamente sportivo e dimostrerà quanto l'orgoglio possa fare danno.

Per rimanere in abito familiare, ho regalato I gemelli terribili di Castoro Edizioni, li inviterò a cercare similitudini e differenze con i cugini; certo la zia non è maniaca della pulizia come la mamma dei due protagonisti ma immaginare lo zio trasformato in un cagnolino...


Tra le ultime uscite, appena scovate in libreria, sicuramente un merito va a Terredimezzo editore (ma non ne sbagliano una di uscita!): ha pubblicato un altro lavoro di Eric Puybaret , Le leggendarie navi di Capitain Squid. Illustrazioni sognanti per una storia tra leggenda e avventura, è un capitano a raccontare di imbarcazioni favolose con cui ha solcato i sette mari ma una, solo una, è la più bella. Nessuno l'ha mai vista ma Capitan Squid....






Così come è in lettura La scimmia e il melograno di Orecchio Acerbo, casa editrice che offre una garanzia in quanto a temi di spessore. Qui un melograno fatica a crescere, a nulla valgono le cure e l'attenzione di una scimmietta, non saranno la luce, ne' l'acqua, ne' i grandi e i potenti a offrire aiuto e speranza ma qualcosa - o qualcuno - di inaspettato. Il tocco riconoscibilissimo e particolarissimo di Lucie Mullerova, che alterna tratti di bianco e nero a colori vivaci, è in perfetta sintonia con questo racconto visionario a metà tra un silent e un picture book.



Ultime due proposte al momento assaporate solo da me:

Stadi d'animo di Beniamino Sidoti edito da Rrose Sélavy, un gioiello sulle emozioni. Si presenta come un gioco da cui farsi guidare: si comincia il percorso da uno stato d'animo e nel seguire un percorso, di stato in stato ci si accorge di aver disegnato una propria mappa interiore. Io ho iniziato a sottolineare dalla prefazione  (di Marco Dallari) e dall'introduzione dell'autore, dico solo questo.

Il Ragazzo Selvatico di Paolo Cognetti, e non perché vincitore dell'ultimo Premio Strega, assolutamente non per questo. Cognetti l'avevo già sentito anni fa, e vorrei i miei figli leggessero
questo suo testo, il viaggio per ritrovare se stesso, per capire verso cosa andare.
Certo il risultato è un autore noto, letto e premiato. Ma per lui, come per tutti, per arrivare dove il destino ti vuole portare è spesso necessario un cammino di solitudine e di smarrimento. Sai dove sei stato ma quella vita non ti appartiene più. Con questa lettura auguro ai miei figli, e a tutti i ragazzi, non non aver paura di aver paura. 

Buona estate!





venerdì 28 luglio 2017

Ma leggere o ascoltare un lettore ci è davvero utile?


Partiamo da alcuni dati, semplici e chiari (anche tralasciando numeri e percentuali):
l’Italia è il paese dove - nessuna fascia d'età esclusa - si è riscontrata una diminuita capacità di comprensione dei testi letti, ovvero un crescente analfabetismo di ritorno, funzionale e strumentale.


da: Zonalocale.it
Il primo, quello funzionale è l'incapacità di passare dalla decifrazione e faticosa lettura alla comprensione di un testo anche semplice, analfabetismo strumentale invece è la totale incapacità di decifrare uno scritto.

Non ci riguarda? 

Secondo il risultato di un'indagine, PIACC, promossa attraverso un organismo internazionale, OCSE, ci riguarda, eccome:
"L'indagine ha lo scopo di conoscere attraverso un questionario e dei test cognitivi specifici le abilità fondamentali della popolazione adulta compresa tra i 16 e i 65 anni, ovvero quelle competenze ritenute indispensabili per partecipare attivamente alla vita sociale ed economica nel 21esimo secolo"
Gli italiani si sono piazzati serenamente al di sotto della media mondiale:
screenshot estratto dal Rapporto Nazionale PIACC 2014
Pazienza, il Paese non ha forse urgenze maggiori?

No. Perché se si hanno minime abilità di lettura, scrittura e calcolo, si è certamente in grado di affrontare le piccole incombenze quotidiane o di parlare tra amici di questioni politiche e sociali, ma per sentito dire.

Ci rammenta l'OCSE:
Un analfabeta è anche una persona che sa scrivere il suo nome e che magari aggiorna il suo status su Facebook, ma che non è capace “di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.
In altre parole, si può avere solo una comprensione minima di eventi importanti (guerre, crisi economiche, scelte politiche, spread, recessione, la portata delle riforme), si trova lavoro con più fatica, si vota di pancia. 
Non mi dilungo su quanto tutto questo a qualcuno giovi.

Sia chiaro, leggere e soprattutto intendere chiaramente ciò che si è letto è attività difficilissima (vale per un libro così come per un contratto assicurativo!) ma lo sforzo di farlo ci rende liberi di non sbagliare.

Tutto questo non significa necessariamente si legga meno, una buona percentuale di persone legge - ma è piuttosto l’incapacità di sfruttare ciò che si è letto: migliorare il proprio vocabolario, sapersi esprimere meglio, sviluppare  fantasia e immaginazione, scrivere correttamente. Risultato che denuncia scarsa familiarità con la lettura e con il libro e disaffezione nei confronti della lettura, del libro, della parola stessa.

Perché?

Ho iniziato a fare la lettrice per caso e ho proseguito scoprendo nei bambini – ma anche gli adulti amano essere ascoltatori! – grande interesse e partecipazione.

E’ stato il loro entusiasmo a farmi capire cosa non funzionasse.

A queste ultime generazioni di bambini e adolescenti non manca proprio nulla, ci continuiamo a ripetere: è assodato l'obbligo scolastico e talvolta la scuola è al passo con la  tecnologica (anche se sulle riforme susseguitesi negli ultimi anni ci sarebbe da dire...), a casa hanno accesso, in età sempre più precoce, a qualsiasi strumento tecnologico -  dai più noti ed evoluti giochi elettronici a cellulari e tablet -  inoltre possono scegliere tra molteplici attività extrascolastiche, e spesso raggiungono livelli alti nello sport già intorno ai 9/10 anni.

Ho due figli ancora abbastanza piccoli da sapere che le cose stanno proprio così e se non frulli – tu e i tuoi figli – in questo sistema, temi di crescere dei disadattati.

Finché ho avuto modo di scegliere a chi leggere, non ho avuto dubbi, diversamente, invitata a leggere i luoghi dove sapevo avrei incontrato bimbi già così pieni di cose, avevo qualche perplessità. Il compito sarebbe stato più arduo.

Eppure, tanto arduo è stato il compito tanto maggiore l’entusiasmo.

Perché dunque? Semplicemente perché non si ha più tempo, si è convinti leggere sia compito già esaurito a scuola, pertanto oltre a dedicarsi alle letture scolastiche, meglio non andare oltre. Da qui all'analfabetismo di cui sopra e alle sue conseguenza, è un passaggio immediato. 
Disaffezione e ignoranza, certamente, ma si potrebbe aggiungere quel continuo aumento di BES e DSA, ADHD.

Senza nulla togliere all'importanza di una diagnosi precoce in caso di problemi nell'apprendimento e nella disponibilità di strumenti compensativi, proviamo a fare un passo indietro.

Prendiamoci tempo e offriamo letture ad alta voce ai bambini, senza considerarla un’attività estemporanea, di svago, di divertimento ma un vero e proprio momento di apprendimento e crescita.

Ma soprattutto un'opportunità per crescerli liberi di non farsi fregare.


martedì 25 luglio 2017

ll vermo di Aidan Chambers e Peppo Bianchessi edito da Rizzoli


Sono passati un paio di mesi da quando ho assistito alla presentazione de Il Vermo a Tdl.

Aidan Chambers è un oratore eccezionale, capace di coinvolgere chi ascolta e lasciare spazio e visibilità a Peppo Bianchessi, illustratore di questo originalissimo lavoro.

Sorridendo, si è mostrato stupito della prevalenza di studenti, si aspettava un pubblico di bambini a cui raccontare la storia de Il Vermo; mio figlio e l'altro bambino presente hanno goduto di un momento di protagonismo perché Chambers li ha ringraziati della presenza!

La personalità che scaturisce dai suoi saggi non viene meno dal vivo. Avendo a disposizione una maggioranza di studenti Chambers ha fatto un'introduzione, parlando del ruolo cruciale di ogni insegnante: un'insegnante - ha riferito - opera al pari di un agricoltore o di un costruttore, mette le basi affinché i bambini possano amare la letteratura. Ciascuno di noi vive i suoi 10 anni, la  propria l'infanzia, una sola volta e, per questo motivo, chi insegna ha su di sé una responsabilità enorme: il rischio di vanificare l'amore per la cultura.
6000 anni fa si è iniziato a scrivere e ogni volta per ogni bambino -  ha rimarcato Chambers - iniziare a scrivere e poi a leggere significa ripercorrere la fatica fatta dai primi uomini che hanno cercato di esprimersi con grafismi. E' una fatica da rispettare e accompagnare.

Il Vermo edito da Rizzoli, è proprio un lavoro, e a 6 mani, quelle di Chambers naturalmente, della traduttrice Beatrice Masini, collaudata collaboratrice di Chambers e dell'illustratore Peppo Bianchessi che l'autore racconta di aver voluto conoscere personalmente, scoprendo in lui un mix tra tradizione, in particolare verso la cultura giapponese (Bianchessi ha una moglie giapponese) e tendenza verso i media - animazione e cinema in primis. questo mix ha fatto sì il libro venisse letteralmente costruito come una sorta di scatola da aprire pazientemente ma illustrato come una graphic novel e accompagnato dalla realizzazione di un divertente video  con varie istruzioni su come leggere il libro: da Panda seduto, come una Gru curiosa o come un Vermone...

Il Vermo è tratto da una storia medievale, dove tipicamente hanno ampio spazio maghi, elfi, streghe, e Chambers, nel corso dell'incontro, ha fatto un rimando anche alla Tempesta di Shakespeare dove il soprannaturale si confonde con le vicende umane e il male resta un nemico da sconfiggere.

La storia si snoda lungo 15 metri e il racconto reale del piccolo protagonista, Tidman, che vive nel corso della seconda guerra mondiale, si confonde e viaggia in parallelo con il racconto immaginario del nonno.  Fisicamente il racconto di Tidman è narrato sul fronte del libro, la leggenda narrata dal nonno sul retro. Il libro non si sfoglia, si apre letteralmente.



Il Vermo è di fatto il male, una spaventosa creatura che solo un giovane, folle e diverso, potrà uccidere ma...senza metterne realmente fine.

L'autore ha invitato a leggere l'albo a voce alta ai bambini, a non temere vengano a sapere del male anzi a far sì in un angolo della loro coscienza ne sia evidente l'esistenza.

Naturalmente con Il Vermo ci troviamo di fronte ad un albo da rileggere più volte, da lasciar maneggiare ai bambini, si potranno perdere nella storia o lasciarsi prendere dallo stile narrativo, una graphic novel con un linguaggio di qualità.

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